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BARLASSINA / CERIANO LAGHETTO / COGLIATE / GIUSSANO / LAZZATE / LENTATE SUL SEVESO / MEDA / MISINTO / SEREGNO / SEVESO

È difficile raccontare la violenza ma quando una donna prende parola lo fa per tutte.

“Cosa indossavi? Com’eri vestita?” un quesito universale che viene posto in qualunque paese del mondo che sottende una sfumatura accusatoria, come a dire “te la sei un po’ cercata” e che persiste tuttora nei confronti di chi subisce violenza e non su chi la agisce.

Per questo è necessario promuovere un cambiamento culturale: la violenza sessuale non può essere eliminata cambiando abito.

“Com’eri vestita? Rispondono le sopravvissute alla violenza sessuale” è un’istallazione creata da Cerchi d’Acqua in cui i vestiti esposti rappresentano simbolicamente quelli indossati durante la violenza subita e sono accompagnati da brevi racconti che le donne hanno voluto condividere riguardo la loro esperienza.

La mostra, che si terrà dal 13 al 20 febbraio presso l’Auditorium in Piazza Risorgimento a Seregno, nasce con l’intento di far riflettere il pubblico e sfatare gli stereotipi sulla violenza sessuale, primo tra tutti l’idea che l’abbigliamento possa esserne la causa e che l’atteggiamento o il comportamento della donna possano averla provocata.

Un altro punto di focus è che oltre agli estranei o partner occasionali, le violenze nascono tra le mura di casa. Sempre più frequentemente dal compagno di vita che non accetta un “NO”, oppure da una fidata figura familiare che agisce sentendosi insospettabile e sicura all’interno delle mura domestiche.

Spesso l’opinione pubblica trova le più diverse giustificazioni, per questo la mostra vuol essere un momento di riflessione e una risposta tangibile ai pregiudizi della nostra società, a partire dalle parole delle donne accolte da Cerchi d’Acqua.





   
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