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Azioni di sistema e obiettivi strategici > La programmazione per il triennio 2012 -2014

La programmazione per il triennio 2012 -2014

La sperimentazione permetterà di:

  •  uniformare su tutto il territorio dell’ASL MB il modello di valutazione e di presa in carico del cittadino ad alta fragilità sociale, secondo la modalità di valutazione multidimensionale e presa in carico del soggetto con bisogni complessi afferenti all’area sociosanitaria e promuovendo una maggiore uniformità dei criteri comunali di accesso e di erogazione dei servizi socio-assistenziali;
  • rendere “dinamica” l’attività del CeAD, fino ad ora prioritariamente centrata sull’attivazione integrata dei servizi domiciliari (SAD/ADI), agli interventi a sostegno della domiciliarità, tramite la definizione di progetti integrati, individualizzati e flessibili (PAI) con possibilità di attivazione della pluralità delle risposte dell’area socio-assistenziale e socio-sanitaria;
  • rendere più ampia e flessibile l’offerta nel campo della domiciliarità protetta (servizi diurni, residenzialità leggere, strutture intermedie, servizi di prossimità, ricoveri di sollievo, servizio badanti, ecc.);
  • ampliare il target di riferimento dei CeAD: non più prevalentemente anziani, ma anche minori ed adulti, che presentano le caratteristiche di complessità, definitive dalla normativa regionale, e che richiedono un’articolazione di risposte integrate e flessibili a fronte di bisogni complessi, di una fragilità sociale e di alta necessità assistenziale;
  • sostenere i cittadini, soprattutto se fragili, nella scelta di rimanere nel proprio contesto di appartenenza evitando o contenendo i ricoveri impropri;
  • ottimizzare l’uso delle risorse.

Gli obiettivi sono:

  • uniformare su tutto il territorio dell’ASL il modello organizzativo ed i criteri di valutazione;
  • ampliare il campo di attività dei CeAD per la presa in carico unitaria della persona e della famiglia in condizione di complessità e fragilità sociale;
  • rendere dinamico il modello organizzativo, sperimentando flessibilità nell’individuazione della tipologia di persone valutabili dal CeAD e delle risorse attivabili per la realizzazione degli obiettivi dei PAI integrati;
  • incrementare la capacità di risposta ai bisogni complessi;
  • evitare e/o ritardare le istituzionalizzazioni;
  • razionalizzare l’utilizzo delle risorse.

 Le Macro-azioni previste sono:

  • adozione a livello interdistrettuale di un unico Modello gestionale ed operativo per il funzionamento dei CeAD che dettagli le modalità organizzative e le rispettive competenze;
  • individuazione delle risorse socio-sanitarie e socio-assistenziale a sostegno della progettualità integrate definite dal CeAD, quale “budget funzionale” degli interventi nell’area della complessità/fragilità;
  • costituzione di una Cabina di Regia (ASL/Ambiti, eventualmente ampliabile ad altri attori del sistema come gli Erogatori di UdO) col compito di seguire il processo di riforma degli interventi a sostegno della domiciliarità;
  • estensione del sistema informatizzato di gestione integrata dei dati e di condivisione delle banche dati;
  • introduzione nei PUA di strumenti integrati (ASL e Comuni) per l’individuazione dei casi complessi da indirizzare ai CeAD;
  • uso in tutti i CeAD degli strumenti integrati (ASL e Comuni) di valutazione multidimensionale coerenti con le indicazioni regionali;
  • consolidamento dalle èquipe pluri-professionali integrate allargate agli operatori della rete coinvolti ed attivi sul caso;
  • potenziamento dell’integrazione socio-sanitaria, introduzione di criteri di flessibilità ed interconnessione fra unità di offerta (ADI, SAD, servizio badanti, ricoveri di sollievo, dimissioni protette, strutture intermedie, residenzialità leggere, servizi diurni, ecc.);
  • sostegno agli interventi di “domiciliarità protetta” (strutture intermedie, residenzialità leggere, servizi di prossimità, ecc.);
  • attivazione per le risposte integrate di erogatori di prestazioni ADI/SAD;
  • individuazione di criteri omogenei di valutazione dell’attività e degli esiti con l’analisi dei dati ed il monitoraggio della spesa;

 Per garantire l’integrazione, la condivisione progettuale della sperimentazione, l’analisi e la verifica dei risultati e degli esiti della sperimentazione, vengono definitivi tre livelli di integrazione:

  • il livello di Distretto Socio Sanitario (= DSS) per l’attività del CeAD sui singoli casi;
  • il livello di DSS/Ambito per il raccordo organizzativo, la produzione dei dati, l’individuazione delle risorse, l’analisi dei budget;
  • il livello centrale ASL/Ambiti per il monitoraggio del progetto, l’analisi degli esiti della sperimentazione, il raccordo con altre progettualità (es. PUA) e con la programmazione dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziale;

 L’ASL ed i Comuni si impegnano:

  • ad adottare un unico Protocollo operativo per il funzionamento del CeAD dinamico quale modello gestionale omogeneo
  • a mettere a disposizione le figure professionali necessarie all’attività di valutazione, presa in carico, definizione e monitoraggio del programma individuale di assistenza (PAI) per l’attività del CeAD dinamico
  • ad individuare le figure referenti/responsabili ai vari livelli organizzativi/gestionali:
  • case manager del singolo caso
  • referente per il raccordo organizzativo a livello di Distretto/Ambito;
  • referente del progetto a livello centrale ASL/Ambiti;
  • acostruire e mettere a disposizione dei CeAd la Banca della Fragilità frutto dell’integrazione progressiva delle Banche dati interne all’ASL e dei Comuni singoli o associati, con prospettiva di ulteriore integrazione con i flussi degli erogatori di servizi socio-assistenziali e sociosanitari che progressivamente si interfacceranno con il sistema informativo interaziendale;
  • a potenziate l’attività degli sportelli PUA, Comunali e dell’ASL, in particolare nell’azione di filtro per l’individuazione e l’invio al CeAD dei “casi complessi”;
  • ad individuare le risorse necessarie alla realizzazione degli obiettivi dei PAI, promuovendone e facilitandone l’uso flessibile ed integrato;
  • a quantificare il budget per le progettualità integrate realizzando un’integrazione funzionale fra risorse del comparto socio-sanitario e socio-assistenziale nell’ottica dell’ottimizzazione delle stesse e del potenziamento sinergico delle azioni;
  • a facilitare le modalità di attivazione e accesso alle varie unità di offerta, nell’ottica della semplificazione e facilitazione per l’utente, prevedendo, ove possibile, l’attivazione diretta da parte del CeAD;
  • ad individuare Enti erogatori accreditati nel sistema socio-sanitario e socio-assistenziale in grado di offrire in modo integrato le prestazioni domiciliari (ADI/SAD);
  • ad estendere il sistema informatizzato di gestione integrata dei dati e di condivisione delle banche dati;
  • a prevedere l’accesso degli operatori del CeAD al software gestionale relativo alla cartella unica utente e ai dati strettamente necessari alla co-progettazione del PAI integrato per assistito;

 L’ASL MB si impegna inoltre a:

  • garantire le funzioni amministrative, di registrazione e rendicontazione dell’attività del CeAD;
  • allineare le proprie banche dati ed a condividere con i Comuni le informazioni necessarie per una corretta valutazione e presa in carico integrata;
  • individuare in ogni DSS la sede del CeAD ed a mettere a disposizione idonei spazi attrezzati presso la sede del Distretto Sociosanitario quale luogo di incontro dell’équipe.

 Data la natura sperimentale del progetto, in attesa di indicazioni e linee guida della Regione Lombardia, il CeAD Dinamico applica i criteri e i regolamenti di erogazione delle prestazioni e dei servizi adottati, dall’ASL e dai Comuni ai sensi della Legge regionale n. 2/2012.

 
 
 
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