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Il contesto e l’esperienza

Con il “Piano d’Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità” (P.A.R.) 2010-2020 (ex DGR IX/983 del 15/12/2010), Regione Lombardia ha inteso dare seguito, con un’azione concreta, a quanto stabilito dalla convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.), sui diritti delle persone con disabilità. Il Piano, infatti, costituisce espressione di un impegno ad operare affinché si creino le condizioni di uguaglianza che permettano la più ampia partecipazione delle persone con disabilità al contesto sociale di riferimento, garantendo loro pari opportunità di realizzazione personale.

Il Piano di Azione Regionale esplicita come la strategia di Regione Lombardia nelle politiche per la disabilità si svolga all’interno di tre direttrici principali: garantire la continuità di risposta lungo tutto l’arco della vita; garantire reale accessibilità e fruibilità; costruire una rete integrata di servizi.

Ciò che il territorio dell’ASL MB ha richiesto, è la definizione e la realizzazione di modalità di monitoraggio del Piano Locale che consenta di evidenziare, annualmente, le principali azioni innovative e/o attuative. Nella redazione del Piano di Intervento Locale della nostra ASL sono stati coinvolti circa 150 enti diversi, per garantire una rappresentatività la più ampia possibile.

Lo studio del fenomeno della disabilità costituisce un compito di difficile assunzione. Il tentativo di fare chiarezza, spesso porta a soluzioni poco convincenti. Se l’idea di considerare disabile chi accede ai servizi per la disabilità, appare un artificio privo di alcun valore informativo, allo stesso modo diventa limitante la soluzione di considerare disabili le persone con certificazione di invalidità. Anche la scelta di utilizzare un criterio diagnostico pone importanti problemi.

Il problema trova il suo nodo principale nella terminologia utilizzata e nel fatto che con esso non si denoti un attributo intrinseco alla persona, quanto la relazione che essa intrattiene con l’ambiente (es. almeno un anno di presa in carico, almeno un accesso al mese al servizio specialistico ecc. diventano criteri ben più flessibili e rappresentativi del funzionamento adattivo rispetto alla mera etichetta diagnostica).

Secondo i criteri adottati nella costruzione dell’Anagrafe Dinamica della Disabilità (Anagradis), che tentano di superare le criticità sopra esposte, nel territorio dell’ASL di Monza e Brianza risultano 37.660 persone con disabilità, corrispondenti al 5,55% della popolazione compresa tra 0-64 anni.

 La popolazione con disabilità presente sul territorio dell’ASL di Monza e Brianza è descritta nella tabella e nel grafico seguenti (Fonte dati: Anagradis – aggiornamento al 01/01/2010).

       

La lettura dei dati suggerisce che, dopo un primo interessamento dei servizi, coincidente con l’ingresso nel percorso scolastico, segue una flessione, un periodo di relativa “vacanza” nella presa in carico dei servizi che si attenua progressivamente con l’avanzare dell’età. Sebbene da specificare nelle sue differenti implicazioni, tale evidenza sembra confermare quanto l’uscita del percorso scolastico possa coincidere, sopratutto per le situazioni di confine, non connotate dalla gravità, con un periodo di relativa assenza “progettuale”.

 

 

 
 
 
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