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Azioni di sistema e obiettivi strategici > Il contesto e l’esperienza

 Il contesto e l’esperienza

Le trasformazioni del fenomeno introducono elementi di forte preoccupazione in quanto, se in passato la dipendenza da sostanze stupefacenti riguardava soprattutto fasce di popolazione che presentavano caratteristiche omogenee per età, sostanze consumate e modalità di assunzione, negli ultimi anni ha visto sempre più la presenza  di soggetti “integrati” e con consumi “compatibili” con una vita “regolare”. Si tratta pertanto di persone diverse per età (dai giovanissimi agli ultrasessantenni) e che rivestono i diversi ruoli all’interno del nucleo familiare (sia figli che genitori). Inoltre il consumo problematico o altre forme di “dipendenza senza sostanze” (gioco d’azzardo, dipendenza da internet o da tecnologia e da sesso)  comporta che ci trovi di fronte a soggetti  che non vivono necessariamente una condizione di grave emarginazione, ma che espongono se stessi e i propri nuclei familiari (laddove presenti) a condizioni di vulnerabilità e di disagio tipicamente ascrivibili ai quadri di dipendenza già noti.

 Il territorio della nostra provincia presenta effettivamente alcuni indicatori che rimandano ad una sempre maggiore complessità dei bisogni: il progressivo invecchiamento della popolazione in carico e il relativo deterioramento delle condizioni sanitarie e di vita (cronicità e grave emarginazione),  l’incremento di soggetti in condizioni lavorative precarie o in situazione di disoccupazione, il considerevole numero di soggetti italiani e stranieri seguiti in condizioni di restrizione della libertà personale quale elemento di ulteriore aggravio della fragilità, non solo personale ma anche familiare.

 Negli ultimi anni il Dipartimento Dipendenze ha sviluppato azioni mirate a persone straniere, regolarmente presenti e non, definendo specifici strumenti  per l’accoglienza e la valutazione.  Dai dati emerge che tale popolazione, prevalentemente agganciata  presso il carcere, si disperde successivamente senza essere effettivamente presa in carico dai servizi territoriali.

Un intervento specialistico nei loro confronti appare particolarmente rilevante per tutta la comunità, oltre che per i soggetti stessi, in virtù del rischio di messa in atto di condotte devianti, costituito dalla condizione di grave emarginazione in cui versano assai spesso queste persone. Per gli stessi motivi, le precarie condizioni di vita e l’assunzione di sostanze comportano la veicolazione  di alcune patologie di interesse pubblico.

 Altri aspetti da evidenziare riguardano, insieme al progressivo abbassamento dell’età di primo approccio alle sostanze stupefacenti e all’alcool, anche l’ampliamento del ventaglio delle forme di dipendenza patologica e di comportamenti d’abuso non solo da sostanze (il gioco d’azzardo, la dipendenza da internet o da tecnologia e da sesso).

Inoltre, non va dimenticata la progressiva precocizzazione del consumo di sostanze, specialmente di alcool, su cui intervenire con organici interventi di prevenzione e sensibilizzazione anche in riferimento alla sicurezza stradale.

Infine, è importante evidenziare che – oltre al compito istituzionale della cura/riabilitazione delle persone con problemi di dipendenza e del sostegno ai loro familiari –i servizi per le dipendenze  rispondono anche ad un mandato di controllo sociale, agendo in quegli ambiti  che destano  maggiore allarme nella comunità locale. Come sopra evidenziato, il mutato quadro del fenomeno pone l’accento sui comportamenti devianti correlati ai comportamenti di abuso e messi in atto dalla molteplicità dei soggetti prima citati (ad esempio si pensi alla criminalità legata all’aggregazione giovanile deviante, che sta assumendo dimensioni e caratteristiche prima sconosciute).

Nel corso degli ultimi anni il Dipartimento Dipendenze ha attivato azioni volte a favorire l’accesso di utenti stranieri regolari ed irregolari che consumano sostanze legali ed illegali. Se la popolazione straniera regolare ha la possibilità di accedere ai servizi del S.S.N. al pari dei cittadini italiani questo, per legge, non è possibile per coloro che sono presenti irregolarmente sul territorio, (siano essi cittadini comunitari o di paesi terzi). Queste persone spesso vivono in condizioni di grave marginalità e che, per la precarietà delle condizioni abitative e sanitarie, sono compromesse dal punto di vista della salute. Esse faticano ad entrare in contatto con il sistema dei servizi.

Al fine di tutelare la salute di questi cittadini ma anche della popolazione generale, i servizi del Dipartimento hanno utilizzato tutte le possibilità di cura offerte dalla legislazione in merito, sviluppando rapporti con i servizi di altri dipartimenti ASL coinvolti.

Il processo attivato ha evidenziato, per quanto riguarda la popolazione irregolare, la necessità ricostruire con chiarezza la situazione amministrativa dei singoli al fine di poter meglio definire le possibilità di cura e trattamento. Questo ha portato ad una sempre più stretta collaborazione con gli “sportelli stranieri” presenti sul territorio che si occupano, con grande competenza, di attività di consulenza su questo tema. Si tratta di servizi essenziali per facilitare l’integrazione dei soggetti stranieri e il loro rapporto con i servizi.

Al fine di migliorare la qualità delle relazioni di cura, il Dipartimento ha dotato i servizi della presenza, a chiamata, di mediatori linguistico culturali.

Dai servizi (Ser.T e NOA) sono stati seguiti 1.387 pazienti tossicodipendenti e 1.157 pazienti alcooldipendenti, oltre a pazienti tabagisti e giocatori d’azzardo patologici.

Circa l’80% dei pazienti in carico è residente nell’ASL MB, il 13,5 è residente in Provincia di Milano (in particolare ambito ASL MI 1) e il restante, in uguale misura, è residente in regione o fuori regione.

 I residenti nella ASL MB sono così distribuiti per ambiti territoriali :

Carate         18 %

Desio          25,4 %

Monza         27,2 %

Seregno      16,6 %

Vimercate    13 % [2]

 Per i giovani segnalati la sostanza prevalente è la cannabis (50,5%), seguita da cocaina (31%) e da altre sostanze d’abuso.

Per i tossicodipendenti seguiti dai SER.T. la sostanza d’abuso principale risulta essere ancora l’eroina (48%) seguita dalla cocaina (38%), mentre la cannabis rappresenta circa l’11%. 

La principale sostanza d’abuso secondaria è la cocaina (44,4%), seguita da cannabis (17 %) e alcool 20.

Per i lavoratori addetti a mansioni a rischio, e trovati positivi ai controlli (61%), la cannabis rappresenta il 52,5 % dei casi, seguita dalla cocaina per il 36 % dei casi.

Si conferma pertanto il constante incremento nell’abuso e nella dipendenza da cocaina in tutte le fasce descritte, elemento di notevole allarme sociale per le conseguenze comportamentali che ne derivano.

Per quanto attiene ai soggetti alcoolisti la bevanda d’abuso principale risulta essere ancora il vino (46%), seguita dalla birra (26%) e da aperitivi e superalcolici. L’abuso di birra risulta in incremento soprattutto negli utenti più giovani.

La diffusione del consumo e dell’abuso degli alcolici si può ricavare anche dal dato dei soggetti visti presso la Commissione Medica Locale: nel 2011 sono stati visti 2.517 guidatori (contro i 2.120 del 2010) ai quali era stata sospesa la patente per guida in stato d’ebbrezza (contro i 134 sorpresi a guidare sotto l’effetto di stupefacenti).

Per quanto attiene ai soggetti tossico-alcoldipendenti detenuti presso la Casa Circondariale di Monza sono stati seguiti 766 soggetti e si è riscontrato il superamento dei detenuti stranieri rispetto a quelli italiani. Si osserva un incremento netto dei soggetti alla prima detenzione (52% vs. 21%), prevalentemente di stranieri.

Per quanto riguarda la sostanza primaria d’abuso alla prima detenzione il dato più evidente è il forte incremento dei cocainomani (71% vs. 54% del 2010).

Si conferma il calo dei detenuti dipendenti da eroina. 

 


[1] All. 15  della DGR 2633 del 6/12/2011 “Regole di gestione del servizio Socio-sanitario regionale anno 2012”

[2]  Questo dato è meritevole di ulteriori e approfondite analisi che verranno sviluppate nel  corso del 2012 per valutare le eventuali motivazioni e/o implicazioni, anche perché se si considerano i soggetti segnalati dalla Prefettura e presi in carico dal servizio di aggancio precoce dei giovani consumatori  il Distretto di Vimercate risulta avere il 21% dei segnalati, come il Distretto di Desio, contro il 19,1 % di Carate, il 17,2 di Monza e il 15,5 % di Seregno. Il 6,1 % dei casi era residente in ASL limitrofe.

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