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La programmazione per il triennio 2012 - 2014

Per quanto attiene alla programmazione, così come richiamato dalle regole di sistema [1], s’intende proseguire nell’intervento complessivo di riqualificazione e riorganizzazione del Dipartimento e del Servizio Dipendenze (logica provinciale) attuando azioni volte a:

  • garantire la continuità delle cure e un’erogazione omogenea di prestazioni su tutto il territorio;
  • migliorare e ampliare l’accesso ai servizi e le loro offerte;
  • monitorare e migliorare l’appropriatezza /efficacia degli interventi;
  • rafforzare l’integrazione con le reti esistenti (sistema di intervento specifico delle dipendenze, Dipartimenti di Salute Mentale e  relative reti d’offerta, sistema dei servizi socio-assistenziali, Terzo Settore).

Si ritiene fondamentale adottare una strategia complessiva che faciliti il riconoscimento di specifici bisogni attraverso una sempre migliore conoscenza dei linguaggi, delle domande e delle caratteristiche individuali degli attuali e potenziali fruitori dei  servizi .

Si tratta di articolare risposte diversificate, mirate e specialistiche a partire dalla molteplicità delle domande  di coloro che accedono al SERD in modo indifferenziato.

Il percorso di riqualificazione deve tener conto della scarsa “attrattività” dei servizi territoriali nei confronti di alcune nuove tipologie d’utenza, per le quali devono essere pensati e aperti nuovi spazi di presa in carico e trattamento. Questo comporta un importante investimento sia in termini di revisione delle modalità d’intervento e delle offerte secondo criteri di efficienza, efficacia e appropriatezza, sia di ri-allocazione di risorse/operatore da dedicare ad azioni trattamentali  specialistiche ed innovative. 

Si evidenzia che attualmente sul Ser.D grava un carico di lavoro derivante soprattutto dalla gestione di numerosi soggetti cronici e multiproblematici che, pur avendo la necessità di interventi specialistici di tipo sanitario e socio-sanitario, richiedono risposte articolate ed esprimono bisogni anche sul versante socio-assistenziale.

 Per gli altri pazienti, che mostrano buone capacità di reinserimento nel tessuto sociale, un elemento di criticità deriva dalla difficoltà – aggravata dalla situazione contingente di crisi – di reperire effettive collocazioni lavorative e di alloggio, sia pur temporaneo. Un valido modello di sviluppo di forme di integrazione è disponibile al termine del piano di intervento per l’inclusione sociale ex DGR 9502/2009 (rivolto a soggetti detenuti o comunque sottoposti a misure limitative della libertà personale).     

Si ribadisce l’importanza di proseguire la collaborazione nei seguenti ambiti di integrazione con la programmazione degli Uffici di Piano :

  1. il reinserimento lavorativo  e l’housing sociale (sia per soggetti detenuti o sottoposti a misure limitative della libertà personale che per le altre tipologie d'utenza con buone capacità d'autonomia)
  2. la gestione di soggetti cronici e/o multiproblematici (comorbidità psichiatrica, grave emarginazione );
  3. la prevenzione e i giovani consumatori;
  4. gli interventi e i progetti di prossimità.

 In uno scenario economico e del mercato del lavoro in cui risulta sempre più difficile acquisire un’occupazione lavorativa stabile e/o mantenere il proprio ruolo lavorativo, è necessario ripensare e ri-definire, nell’arco del prossimo triennio, un modello finalizzato all’inserimento lavorativo che sappia sviluppare processi innovativi prevedendo una ricomposizione dei saperi e delle pratiche esistenti nei differenti Ambiti Territoriali. Inoltre, l’esistenza di nuovi fenomeni di dipendenza (internet, gambling ecc…) induce a riflettere anche sull’opportunità di avviare percorsi formativi a favore degli operatori dei servizi di inserimento socio-lavorativo dei differenti Ambiti territoriali in modo da far acquisire conoscenze e competenze specificatamente connesse alle problematiche  emergenti.

All’interno di questa cornice teorica si prevedono le seguenti azioni :

  • definizione di procedure e di omogenei requisiti/criteri d’accesso ai servizi/progetti per il reinserimento lavorativo esistenti  nei diversi ambiti territoriali (Servizio Prevenzione e Reinserimento,UOIL,SIL, ecc);
  • offerta di  supporto continuativo nella co-gestione dei casi inviati;
  • promozione e progettazione di  azioni  per aprire canali di interlocuzione e collaborazione  strutturati con il sindacato, mondo datoriale, gli sportelli lavoro pubblici e privati (AFOL, Comuni), gli sportelli di intermediazione lavorativa accreditati;   

Rispetto all’housing sociale si rileva la necessità:

  • definizione di procedure e di criteri/requisiti d’accesso omogenei alle offerte di housing sociale presenti nei diversi ambiti territoriali;
  • offerta di  supporto continuativo nella co-gestione dei casi inviati;
  • valutazione della possibilità di differenziare  e implementare le offerte per specifici target.

 

Per quanto riguarda i soggetti detenuti o sottoposti a misure restrittive della libertà  personale su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, oltre alle azioni relative al reinserimento e all’housing sociale, il Dipartimento Dipendenze rileva la necessità di mantenere, per le proprie competenze, una collaborazione attiva alla programmazione in seno al Tavolo Interdistrettuale Carcere (TIC) o ad altro eventuale ambito di  programmazione - progettazione relativa agli interventi a favore di questo target.

I servizi del Dipartimento Dipendenze hanno in carico numerosi soggetti, italiani e stranieri, che presentano situazioni multiproblematiche derivanti da patologie psico-fisiche o psichiatriche, dall’età avanzata, dall’assenza o dalla perdita di reti parentali, dal ripetersi  di comportamenti devianti che generano  ulteriore marginalità  e condizioni di esclusione sociale.

Sono pazienti che si trovano in una posizione di “confine” difficilmente riconducibile a categorie diagnostiche che consentano di differenziare e delimitare in modo netto le competenze e gli interventi sociali da quelli sanitari. Da un punto di vista della gestione e del trattamento questa tipologia d’utenza necessita di prese in carico congiunte e ad alta integrazione , non solo all’interno e tra servizi specialistici, ma anche con i  servizi socio-assistenziali e le rispettive reti  di riferimento.

Si tratta, pertanto, di avviare un processo di confronto per la messa  a fuoco di una visione condivisa dei problemi che consenta di individuare, sperimentare e consolidare buone prassi,  nonché formulare  proposte  di intervento e progetti con carattere di innovazione.

Si individuano, pertanto, le seguenti  linee di azione:

  • definizione di buone prassi di collaborazione e co-gestione tra i diversi attori coinvolti/coinvolgibili (Servizi Sociali Comunali, DSM, reti di offerta socio-assistenziali, associazioni di volontariato). Si tratta di un processo già avviato nella precedente triennalità, attraverso le iniziative del Gruppo Casi Complessi (OCSM), che si intende proseguire;
  • ampliamento dell’accesso e delle offerte specifiche dei diversi attori: attivazione e individuazione di proposte/soluzioni operative (es: identificazione del Distretto quale luogo di  segnalazione e valutazione interdisciplinare e interistituzionale  di situazioni complesse);         
  • co-progettazione e attivazione di offerte integrate (promuovere sperimentazioni con caratteristiche di flessibilità e di integrazione tra sociale e socio-sanitario). Per i soggetti con comorbilità psichiatrica risulta essenziale il ruolo  dell’OCSM .

Nel campo della prevenzione, in accordo con le Linee guida regionali e in considerazione della contrazione delle risorse disponibili, la scelta si è progressivamente orientata verso interventi che sviluppino quegli aspetti funzionali che nell’adolescenza agiscono sia come competenze sia come fattori protettivi dei ragazzi nell’affrontare e gestire le situazioni di vita quotidiane  (Life Skills). 

Gli interventi si sono sviluppati attraverso programmi di Life Skills Education, rivolti a ragazzi da 11 a 16 anni,  Life skills training program, rivolti ai ragazzi da 11 a 14 anni e Unplugged, rivolti ai ragazzi da 13 a 14 anni. I programmi di Life Skill hanno durata triennale, coinvolgono gli insegnanti con l’ accompagnamento o la supervisione di operatori esperti,  Unplugged ha la durata di 1 anno scolastico, prevede la realizzazione da parte di  un docente referente con la supervisione di operatori esperti.  Si è costituita un’equipe ASL, composta da operatori di vari dipartimenti e distretti che formeranno anche in futuro nuovi insegnanti, come moltiplicatori dell’intervento, rendendo così sostenibile la prosecuzione di interventi di promozione della salute e di prevenzione in carenza di specifiche risorse economiche da parte degli ambiti.  

I vari progetti sin qui attivi, attuati da tutti gli ambiti territoriali con la supervisione scientifica del Dipartimento Dipendenze si stanno infatti concludendo ed è incerto un loro rifinanziamento.

In carenza di finanziamenti, gli Uffici di Piano hanno mantenuto attive le reti attraverso  risorse/personale  e intendono continuare a garantirle, ciascuno con modalità diverse.

Si sottolinea che alcune Amministrazioni Comunali intendono attingere finanziamenti da altri Assessorati (es. Assessorato all’Educazione). 

Inoltre il Dipartimento Dipendenze può garantire interventi di prevenzione selettiva con gruppi di ragazzi segnalati dalla scuola o da altri luoghi di aggregazione in quanto il progetto di “aggancio precoce – X space” ha risorse per operare a tutto il 2013.  L’equipe prevenzione del Dipartimento fornirà anche consulenze agli adulti (genitori, insegnanti, operatori) e un possibile sviluppo dovrebbe derivare dalla collaborazione con gli spazi adolescenti del Consultori Familiari.

Nel 2011 i vari progetti di prevenzione (fascia 11 - 18 anni) hanno raggiunto complessivamente 91 classi (a livello di tutti gli ambiti), 335 docenti e 2500 studenti.

Il Dipartimento Dipendenze (unitamente al Dipartimento ASSI, agli Ambiti Territoriali, al Terzo Settore e all’Ufficio Scolastico Provinciale e il CSV) partecipa altresì al Comitato “Rete territoriale prevenzione”, che definisce il piano biennale di intervento e che sta avviando un progetto europeo di prevenzione selettiva  rivolto a consumatori/abusatori di alcool (Fondo Europeo).

Rispetto ai progetti di prossimità (riduzione del danno e dei rischi) si rilevano alcuni aspetti rilevanti.

Sino ad oggi sono state presenti sul territorio provinciale due unità mobili: una rivolta a tossicodipendenti attivi, operante essenzialmente a Monza (in raccordo anche con la UOMTS dell’ASL), l’altra rivolta al mondo della notte, con azioni  nelle immediate vicinanze dei luoghi del divertimento della provincia MB, finalizzate alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulle conseguenze dell’abuso di alcool e stupefacenti, anche in relazione alla guida sotto l’effetto di sostanze.

Questi progetti sono garantiti con fondi regionali sino al 30/06/2012 e non saranno rifinanziati attraverso questo canale.

Questa recente decisione regionale causa forte preoccupazione, in relazione alla valutazione dei positivi  risultati sin qui conseguiti dai progetti quali “antenne” di rilevazione del fenomeno sul territorio e dei suoi rapidi cambiamenti e “ponti” tra i servizi e la strada. Gli interventi realizzati hanno svolto negli anni un’importante funzione di contatto con coloro che hanno difficoltà ad utilizzare i servizi pur vivendo in condizioni di disagio. Pertanto si considera necessario individuare eventuali azioni da proseguire o implementate anche attraverso la ricerca di altre forme di finanziamento. 



[1] ASL MB, Documento di Programmazione e Coordinamento dei Servizi sanitari e Socio-sanitari anno 2012

 
 
 
carattere A /
A