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L’integrazione con i consultori: verso un protocollo per i servizi alla famiglia?
L’istituzione dei Consultori Familiari è stata prevista dalla legge n. 405 del 29.7.1975; successivamente, la Regione Lombardia con legge regionale n. 44 del 6.9.1976 ha previsto l’“Istituzione del servizio per l’educazione sessuale, per la procreazione libera e consapevole, per l’assistenza alla maternità, all’infanzia e alla famiglia”.
Dall’inizio del XXI secolo (dgr n. 2.594/2000 e dgr n. 3.264/2001), la Regione Lombardia ha emanato provvedimenti amministrativi finalizzati a riformare il sistema dei servizi socio-sanitari, compresi quelli consultoriali, aggiornando i requisiti di autorizzazione ed introducendo l’istituto dell’accreditamento; ma senza modificarne le finalità prioritarie: la maternità, l’infanzia e la famiglia.

“I consultori familiari pubblici e privati accreditati costituiscono il nodo fondamentale della complessiva rete di servizi ed interventi a favore della famiglia nel suo ruolo generativo e di cura…” – DGR n. 2.633 del 6.12.201, Allegato 15
Anche con le “Linee Guida per l’Affidamento Familiare” – DGR n. 1.772 del 24.5.2011, non c’è dubbio, che Regione Lombardia abbia voluto dare ai Consultori Familiari un preciso ruolo tecnico e clinico in riferimento alla Famiglia ed ad un intervento di rete, quale l’Affido Familiare; un “ruolo fondamentale è svolto anche dall’Asl nel merito degli eventuali interventi socio-sanitari con particolare riguardo alla valutazione diagnostica e prognostica nei casi di rischio e psicopatologia conclamata nonché all’eventuale trattamento psico-terapeutico del minore e/o della famiglia d’origine. E’ necessario che l’unità organizzativa dell’Azienda Sanitaria Locale competente per l’erogazione di tali interventi garantisca in tempi rapidi, ai minori in affidamento familiare, la valutazione psicodiagnostica e, se dovuti, i necessari interventi di tipo psicoterapico”.
Pertanto, si ritiene opportuno avviare un percorso condiviso finalizzato alla costruzione, progressiva e da svilupparsi nel triennio, di una vera rete tra il Consultorio Familiare e i Servizi Sociali comunali funzionale ad una presa in carico celere dei bisogni delle famiglie formalizzata attraverso specifici protocolli d’intesa in ordine a :
- valutazione competenze genitoriali, anche in stretto collegamento con l’èquipe ETIM;
- sostegno alle competenze genitoriali, anche in stretto collegamento con l’èquipe ETIM;
- mediazione familiare, anche in stretto collegamento con l’èquipe ETIM;
- sportello di ascolto, di consulenza e di sostegno psicologico, psico-pedagogico per pre-adolescenti e adolescenti (11/20 anni) e adulti di riferimento, in particolare per il sostegno alla genitorialità e sostegno psicoeducativo per genitori – genitori, educatori, insegnati;
- ascolto esperto, orientamento ed accompagnamento a sostegno del rapporto genitori/figli (adolescenti), strutturato per rischi, problemi o semplicemente difficoltà/tematiche: disagio e problematiche familiari (rapporti genitori/figli, conflitti per le separazioni), disagio individuale , problemi relazionali (dinamiche di classe, rapporti con i pari, sviluppo socio-affettivo), difficoltà scolastiche (relazioni all’interno della classe, cambiamenti di scuola, scelta scuole superiori, metodo di studio), problematiche specifiche (gravidanze, contraccezione); dipendenze da sostanze (collaborazione SERT), rapporto con altro sesso (affettività e sessualità);
- presa in carico professionale di sostegno psicologico ed eventualmente psicoterapico e/o invio a servizio specialistico (UONPIA, nei casi più gravi), per tutta la famiglia ed in particolare, supporto psicopedagogico ed interventi psico- educativi, anche quale luogo di cura;
- alla declinazione delle modalità di attivazione degli interventi sopra descritti con particolare riferimento agli adolescenti e alle famiglie famiglie straniere e al problema del ricongiungimento familiare di ragazzi ed adolescenti.
In questo momento di evoluzione del sistema di welfare, infatti, occorre procedere ad un’attenta ridefinizione e chiarificazione delle competenze al fine di evitare duplicazioni degli interventi e vuoti nella rete dei servizi dedicati alla famiglia “espressione di una responsabilità generativa ed educativa non sostituibile.




