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L’accesso al Welfare e la telefonia sociale
La pubblicazione della Legge Regionale n. 3 del 12 marzo 2008, “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario” costituisce una tappa di rilievo in quanto modifica l’assetto del sistema di welfare lombardo, delineando nuovi ruoli e relazioni tra gli attori coinvolti nelle mansioni di governo, gestione, produzione ed erogazione degli interventi sociali e sociosanitari.
In particolare, l’articolo 6 comma 4 stabilisce che i Comuni d’intesa con le ASL, anche in collaborazione con le organizzazioni sindacali e gli enti del terzo settore, definiscano nuove modalità integrate di accesso alle rete delle unità di offerta sociale e sociosanitaria.

In questa cornice tecnico-concettuale assumono rilevanza nuove forme di collaborazione per pianificare e realizzare una rete capillare e qualificata di punti unitari di accesso al welfare che garantiscano equità e unitarietà di informazione e orientamento alle risorse/opportunità del territorio al fine di:
- facilitare l’accesso alla rete delle unità di offerta sociali e sociosanitarie;
- orientare il cittadino all'interno della rete delle unità di offerta sociali e sociosanitarie e fornire adeguate informazioni sulle modalità di accesso e sui relativi costi;
- garantire competenza nell'ascolto e nella valutazione dei bisogni;
- segnalare le situazioni complessi ai competenti uffici del Comune e dell'ASL affinché sia assicurata la presa in carico della persona secondo criteri di integrazione e di continuità assistenziale.
Il percorso per la realizzazione della rete dei punti unitari di accesso al welfare è articolato e complesso perché richiede necessariamente l’acquisizione di un differente approccio culturale, la definizione di nuovi modelli organizzativi e la predisposizione di supporti informatici utili da un lato alla raccolta e gestione dei dati dei cittadini richiedenti informazioni (sistema informativo/anagrafica cittadino) dall’altro alla registrazione delle informazioni relative alle risorse/servizi esistenti sul territorio (portale web/archivio risorse).
Nel territorio della Provincia di Monza e Brianza, l’Ambito territoriale di Monza e Vimercate nel triennio 2009-2011 hanno realizzato due distinti progetti finalizzati alla delineazione di un nuovo modello di accesso al welfare per i territori di propria competenza.
L’Ambito di Monza ha avviato un percorso graduale e partecipato costituito da fasi di lavoro finalizzate alla declinazione della Legge Regionale 3/2008 in contenuti e significati più specificatamente attinenti al territorio di competenza, l’individuazione dei requisiti essenziali per il riconoscimento degli enti del terzo settore al sistema integrato dei punti unitari di accesso al welfare, la definizione del processo e degli strumenti di lavoro degli operatori dei punti unitari e, a cascata, la delineazione del profilo dell’operatore e del codice deontologico.
Terminate queste fasi, nel 2010 è stato avviato il nuovo modello operativo che oggi vede attivi 37 punti unitari di accesso al welfare. Trasferendo le buone prassi del progetto realizzato dall’Ambito territoriale di Monza, in tempi successivi, anche l’Ambito territoriale di Vimercate ha intrapreso un percorso simile che, allo stato attuale, è in fase di messa in atto dei punti unitari di accesso al welfare.
Nell’ottica di qualificare il territorio di competenza dell’ASL di Monza e Brianza si prevede, per il prossimo triennio 2012 – 2014, di avviare progetti simili anche negli altri ambiti territoriali (Carate, Desio e Seregno) per uniformare modelli e prassi di accesso al welfare.
In particolare, il piano operativo strategico sarà declinato nelle seguenti fasi:
- delineazione del modello operativo;
- trasferimento delle buone prassi dagli ambiti che hanno già sperimentato il percorso a quelli che dovranno pianificare la realizzazione del progetto;
- definizione di procedure e metodi operativi della rete dei punti unitari di accesso al welfare;
- avvio/aggiornamento dei sistemi informativi;
- organizzazione di momenti formativi agli operatori coinvolti;
- definizione del piano informativo e di comunicazione ai cittadini; avvio delle attività;
- monitoraggio e verifica.
Tutti gli Ambiti insieme all’ASL MB, a livelli differenti (avvio e/o consolidamento), saranno coinvolti nella realizzazione di questo piano operativo in modo che, al termine del triennio, sarà raggiunta l’uniformità su tutto il territorio provinciale.
Durante il primo anno di progettazione sarà inoltre sperimentato un servizio capillare di telefonia sociale gestito dall’associazione di volontariato AUSER Lombardia attraverso le risorse assegnate all’ASL MB come stabilito con DGR n° 1746/2011.
Questo intervento è pensato all’interno di una cornice più ampia assumendo così una duplice valenza: da un lato facilitare l’accesso alla rete delle unità d’offerta sociale e sociosanitaria a tutti i cittadini che, a vario titolo, possono incontrare difficoltà nel raggiungere gli sportelli territoriali e/o nell’utilizzare i portali web realizzati dagli Ambiti e dall’altro rafforzare la rete a sostegno della domiciliarità.
La realizzazione di una rete capillare di punti unitari di accesso al welfare (sportelli, portale web, telefonia sociale) favorirà inoltre il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
- superare la frammentazione dei servizi e degli interventi sul territorio;
- garantire la copertura su tutto il territorio di riferimento;
- razionalizzare l’offerta rispetto alla domanda espressa;
- offrire pari opportunità ai cittadini e livelli adeguati di informazione;
- conoscere e monitorare il rapporto qualitativo e quantitativo intercorrente tra i bisogni e le risorse quale base conoscitiva utile all’attività di programmazione.
In tale logica, sarà quindi perseguita la semplificazione dei percorsi di accesso per i cittadini, con attenzione ai processi organizzativi, alle procedure, alla comunicazione ed all’informazione degli operatori e dei cittadini (Linee di indirizzo per la programmazione sociale a livello locale 2012-2014).




