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Il sistema carcere

Nell’anno 2003 è stato sottoscritto  l’accordo di collaborazione tra tutti i Comuni afferenti all’ex ASL Milano 3 al fine di promuovere azioni integrate a favore delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

Con tale accordo è stato costituito, tramite gli apporti dei diversi Ambiti Territoriali, il Fondo Interdistrettuale Carcere finalizzato a finanziare delle progettazioni condivise. E’ stato costituito inoltre il Tavolo Interdistrettuale Carcere quale organismo di coordinamento tecnico – politico finalizzato al presidio e alla promozione delle attività e alle progettazioni afferenti all’Accordo di Collaborazione.

Nel corso degli ultimi anni il processo di integrazione tra tutti i soggetti coinvolti nell’ambito della neo - nata Provincia di Monza e Brianza ha reso possibile lo sviluppo di tutte quelle attività socio – lavorative che, progressivamente ed attraverso l’attività del Tavolo Interdistrettuale Carcere, sono state implementate all’interno della Casa Circondariale:

Lo sforzo dell’ultimo biennio è stato quello di mettere a sistema questi interventi rafforzando l’integrazione con le altre iniziative realizzate dai singoli Comuni, dai soggetti del Terzo Settore, dagli altri soggetti istituzionali, al fine di dare vita ad una regia comune e condivisa tra tutti gli attori della Provincia di Monza e Brianza.

Ciò in particolare permette di prevenire ogni forma di recidiva dei detenuti in fase di scarcerazione (maggiore è il tempo di accompagnamento post scarcerazione, minore è il numero di recidive) e di ammortizzare, come è successo nel 2006, fenomeni simili a quello dell’indulto che, solo grazie a questo sistema sinergico, integrato e condiviso,  ha potuto far fronte ad una emergenza di così ampia portata.

Nell’anno 2009 è stato siglato l’Accordo di Collaborazione tra i Comuni della Provincia di Monza e Brianza, la Direzione della Casa Circondariale di Monza, la Provincia di Monza e Brianza, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Milano, Lodi e Monza, la ASL MB per lo sviluppo degli interventi a favore delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale.

La consolidata sinergia, tra i soggetti firmatari dell’Accordo e tra questi e gli altri attori del territorio, ha facilitato il percorso di collaborazione e di coprogettazione avviato con la DGR 9502/2009 per il finanziamento di progetti a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Il Piano di Intervento dell’ASL Monza e Brianza era costituito da tre Macroprogetti di cui due relativi all’area adulti e uno all’area minori.

Il Macroprogetto “Attività lavorativa e housing sociale” di cui il Comune di Monza è ente capofila, ha avviato il processo di sistematizzazione complessiva degli interventi e dei servizi afferenti al Sistema Carcere,  con particolare riferimento ai percorsi di inserimento lavorativo e abitativo. Attraverso le azioni progettuali è stato attivato uno sportello lavoro all’interno della casa circondariale volto a facilitare l’attivazione di percorsi lavorativi presso i laboratori intramurari (falegnameria, copisteria e legatoria) e presso aziende del territorio che hanno messo a disposizione delle postazioni lavorative. In tal senso si è anche avviato un percorso di sensibilizzazione e contatto con organizzazioni datoriali ed imprese attraverso attività di scouting aziendale.

Rispetto ai percorsi di inserimento abitativo si è provveduto a sistematizzare le risorse finalizzate all’housing sociale presenti nel territorio monzese e del vimercatese anche mediante l’omogeneizzazione delle procedure di inserimento.

Per quanto concerne gli interventi del Sistema Carcere risulta necessario, nel prossimo triennio, procedere alla completa razionalizzazione al fine di garantire la continuità delle attività nel rispetto delle sottese esigenze di sostenibilità economica.

L’obiettivo è quindi quello di migliorare le modalità di intervento a favore delle persone sottoposte a provvedimento dell’autorità giudiziaria attraverso l’individuazione di strategie alternative per le modalità di gestione delle diverse attività.

In particolare si intende migliorare l’efficacia degli interventi con particolare riferimento all’accompagnamento del detenuto dal carcere al territorio: occorre infatti sostenere i percorsi di reinserimento sociale, lavorativo e abitativo attraverso una connessione più forte tra i servizi educativi del carcere, i servizi specialistici, i servizi sociali territoriali, le agenzie per il lavoro.

In tal senso risulta opportuno individuare modalità operative condivise tra i diversi attori territoriali che possano essere uno strumento efficace per il raccordo degli interventi.

Dal punto di vista dell’integrazione lavorativa, si intende consolidare e migliorare l’attività dei laboratori di inserimento lavorativo all’interno del carcere, promuovendone la capacità imprenditoriale e la concorenzialità sul mercato, oltre che di service a favore degli Enti istituzionali del territorio.

In particolare, risulta opportuno rafforzare il coinvolgimento del mondo datoriale dando ulteriore spazio ai momenti di sensibilizzazione e informazione, già avviati negli ultimi anni, rivolti alle associazioni di categoria e alle imprese del territorio e finalizzati ad attivare opportunità lavorative concrete e invitando le aziende a spostare alcune parti di produzione e/o di acquisto all’interno del carcere di Monza.

Inoltre si ritiene necessario sviluppare nuove sinergie nell’ambito della promozione di percorsi formativi specifici che, ricollegandosi alle esigenze del mercato del lavoro locale, sappiano supportare la costruzione di professionalità spendibili.

Considerata la rilevante presenza di detenuti stranieri all’interno della Casa Circondariale di Monza si ritiene necessario consolidare il servizio di mediazione culturale presente all’interno della casa circondariale.

 Il Macroprogetto “A.R.M.O.N.I.C.C. – Azioni di rete e di miglioramento operativo integrato nella casa circondariale”  si è rivolto in modo particolare alla popolazione carceraria di origine straniera attraverso la realizzazione di azioni volte a:

  • migliorare la collaborazione tra gli sportelli presenti all’interno della casa circondariale;
  • offrire interventi specialistici di orientamento;
  • potenziare le attività di volontariato esistenti in istituto;
  • offrire consulenza e supporto per i casi particolarmente a rischio o per eventi problematici al personale operante in Istituto;
  • creare una rete integrata tra le diverse azioni del macro-progetto e i servizi stabili, a supporto dell’area educativa.

Il Macroprogetto “Volano – Una rete integrata per il penale minorile” ha visto il coinvolgimento dell territorio afferente alla Provincia di Monza e Brianza (Ambito di Carate B.za, Desio, Monza, Seregno e Vimercate) che ha lavorato attivamente per due anni (2010/2011) sul tema del penale minorile grazie ad un Progetto finanziato dalla Regione Lombardia (DGR 9502 ex Legge 8) promosso da Offertasociale come Ente proponente.

Il Progetto Volano nasceva dall’esperienza decennale e innovativa maturata da Offertasociale nell’ambito della gestione delle situazioni di penale minorile sul territorio.

Solo i Servizi del Ministero della Giustizia e poche grandi realtà territoriali come Milano hanno una competenza specifica e storica sul tema, mentre i comuni di medie e piccole dimensioni non si sono mai molto interessati, o non lo hanno fatto con continuità, a questo ambito di lavoro sociale con minorenni. L’attenzione in genere è posta sui procedimenti civili o amministrativi emessi dall’Autorità Giudiziaria.

Il progetto Volano ha permesso di capitalizzare l’esperienza di Offertasociale, socializzarla con gli altri ambiti territoriali e con due grandi Consorzi di Cooperative presenti ed attivi sul territorio (Consorzio Comunità Brianza e CS&L) l’esperienza maturata. Il Progetto Volano ha puntato sull’opportunità di omogeneizzare le conoscenze sul tema, che ancora risente di stereotipi e scarsa conoscenza professionale, al fine di permettere ai professionisti (assistenti sociali, educatori, psicologi, psichiatri, etc...) di poter riflettere in maniera integrata su pratiche di lavoro partendo da conoscenze comuni chiare e alle famiglie di beneficiare di un incremento di qualità relazionale e operativa nell’offerta dei servizi sociali.

Il progetto ha promosso e creato una rete operativa di confronto costante tra operatori e dirigenti che ha favorito un lavoro di qualità su tutto il territorio provinciale integrando gli aspetti sociali, psicologici ed educativi. Da questa esperienza è nata anche l’idea di promuovere una rete più ampia che includesse altri servizi che si occupano in maniera specifica di ragazzi sottoposti a procedimenti penali.

La nuova rete include alcuni ambiti già partecipanti il progetto Volano (Carate B.za, Seregno, Monza, Offertasociale) ed altri afferenti alla Provincia di Milano (Comuninsieme, Comune di Cinisello Balsamo) e il Distretto di Mariano Comense.

L’idea di base è quella di promuovere un confronto operativo ed economie di scala (formazione congiunta).

Il Progetto Volano ha permesso di raggiungere i risultati quantitativi e qualitativi riportati di seguito, che sarebbe importante riuscire a rafforzare soprattutto grazie ad azioni congiunte ed integrate su tutto il territorio.

Prima di tutto, è interessante riportare alcuni dati quantitativi relativi al crescente numero di segnalazioni riguardanti ragazzi sottoposti a procedimenti penali che arrivano ai Servizi Sociali da parte dell’Autorità Giudiziaria e, al conseguente aumento del lavoro in questo ambito:

E’ stato possibile rilevare nuovi bisogni territoriali grazie alle maggiori conoscenze degli operatori e alla loro nuova propensione alla progettazione partecipata con i ragazzi e le famiglie:

  • continuare la riflessione interdistrettuale sul tema del penale minorile sia attraverso incontri di supervisione aperti anche ai servizi specialistici sia a incontri tematici di formazione;
  • incrementare le risorse formative/di avviamento lavorativo attraverso percorsi di accompagnamento al lavoro o misti (scolastici/formazione lavoro);
  • dare continuità alle azioni di accompagnamento educativo per il reperimento di risorse territoriali per le attività riparative;
  • diminuire i tempi processuali (PROGETTO BRUCIARE I TEMPI con Partners Offertasociale, Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano e Arma dei Carabinieri). Il progetto sperimentale è in attesa di adesione formale da parte dell’Arma dei Carabinieri.
 
 
 
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