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Il Patto territoriale per il welfare

Questo sforzo può essere valorizzato nell’ottica di migliorare le alleanze, strategiche per il settore sociale, tra Terzo Settore e Comuni.
I 10 punti che caratterizzano e sintetizzano il patto sono i seguenti:
- procedure di affidamento al Terzo Settore che escludano gare al massimo ribasso, ma al contrario che tutelino la qualità dei servizi affidati e i diritti dei lavoratori nel rispetto dei Contratti Nazionali di Lavoro, sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi;
- impegno ad attenersi ai rispettivi termini di pagamento concordati (intesi Pubblica Amministrazione verso Terzo Settore e Terzo Settore verso propri dipendenti); l Tavolo di Sistema (quale strumento operativo del Tavolo di consultazione) potrà svolgere azione di osservatorio sulle tematiche dei punti 1 e 2 nel prossimo triennio.
- il mantenimento dei livelli di assistenza fino ad ora assicurati, con risorse economiche sufficienti; Come visto nell’analisi di contesto è indubbio che i Comuni si trovino in una situazione di riduzione di risorse a disposizione. Pur con questa avvertenza, potranno essere intraprese azioni per verificare l’appropriatezza delle spese rispetto ai bisogni rilevati e all’individuazione di strumenti per mantenere una base adeguata dell’utenza servita.
- gestione pubblica dei servizi nell'area delle alte fragilità e dei servizi di base (Segretariato Sociale e Professionale, Tutele); il concorso e l'apporto del Terzo Settore siano attuati precisando le deleghe e le rispettive responsabilità, attraverso il riconoscimento delle competenze tecnico-gestionali apportate; Anche in questo aspetto si ribadisce il ruolo di monitoraggio che potrà essere svolto dal Tavolo di Sistema.
- investimento nella sperimentazione / innovazione nell’ambito dei servizi alla persona, senza le quali il welfare non si rinnova; L’Ufficio di Piano è stato specificamente investito dalla Regione affinché operi in questa direzione. Occorre anche ricordare che i finanziamenti nei prossimi anni sembrano concentrarsi su quei territori che più degli altri sapranno produrre sperimentazioni ed innovazioni nel welfare locale.
- l’individuazione condivisa e partecipata dei Livelli Essenziali di Assistenza su scala territoriale; L’individuazione dei Livelli sociali di Ambito garantiti nel 2012 (sul modello dei Liveas nazionali) potrà essere un buon punto di partenza per questo complesso lavoro.
- impegno comune nell’individuazione di risorse aggiuntive, finalizzate a innovazioni, sperimentazioni e ricerca nel sistema di protezione sociale e di elaborazione di adeguate politiche sociali; E’ interesse condiviso quello di cercare di percorrere tutte le altre possibili soluzioni che possano essere condivise e che possano essere ideate nei prossimi anni.
- impegno comune alla cura della crescita professionale dei lavoratori e della motivazione al lavoro sociale, a sostegno della qualità del lavoro e della sua sicurezza;
- disponibilità a sviluppare relazioni e azioni di rete all’interno della comunità locale per la crescita di una cultura solidale e per il miglioramento della qualità della vita e dei percorsi di accesso al welfare; Si ritiene importante continuare ad interrogarsi sui modi migliori per conseguire questo risultato.
- apporto al sistema di protezione sociale attraverso la messa a disposizione gratuita di servizi e tutele.
Gli Ambiti territoriali, condividendo le finalità generali del Patto, declineranno le modalità di collaborazione e di partecipazione degli organismi del terzo settore e delle organizzazioni sindacali.




