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Il collegamento con le politiche attive del lavoro e della casa
L’attività svolta nel triennio scorso in tema di integrazione lavorativa consente di consolidare interventi intrapresi sperimentalmente soprattutto in relazione al sostegno degli inserimenti/reinserimenti lavorativi per le cosiddette “fasce deboli”.
Si sono, infatti, realizzati percorsi di partnership tra i soggetti del Terzo Settore impegnati nella realizzazione della fase sperimentale che hanno permesso di voucherizzare tali interventi finalizzati a:
- integrare il reddito
- valutare le competenze professionali e le motivazioni al lavoro
- inserire al lavoro
Obiettivo del prossimo triennio è quello di consolidare, mettendole a sistema, le attività sperimentate sulla base delle progettualità sopra richiamate (Attivazione sociale e Vulnerabilità sociale), anche attraverso percorsi di partnership tra i soggetti del Terzo Settore fino ad oggi impegnati nella realizzazione della fase sperimentale.
Considerando la tematica del lavoro nella sua dimensione più complessiva si ritiene di dover sviluppare una interlocuzione più stretta di quanto fatto finora con i soggetti istituzionali che hanno titolarità di intervento in materia, con particolare riferimento alla Provincia ed all’Agenzia per la Formazione, l’orientamento e il lavoro di Monza e Brianza (AFOL).
Non va, infine, dimenticata l’alleanza con il mondo delle imprese e con le relative associazioni di categoria, realtà che finora sono state impropriamente ai margini della programmazione sociale e che ci si propone di coinvolgere in modo fattivo nel prossimo triennio.
In fase di valutazione del livello di raggiungimento degli obiettivi dello scorso triennio abbiamo rilevato una sostanziale difficoltà nell’approccio alle politiche della casa.
La dimensione della problematica sta assumendo nel nostro territorio la caratteristica di “emergenza sociale”. I soggetti deputati, a livello locale, a dare risposte al bisogno di casa sono proprio i Comuni. Si immagina che la dimensione sovracomunale, anche su questi argomenti, possa realizzare una maggiore capacità di incidenza sul governo del problema. Il contesto del piano di Zona, con i suoi strumenti di governance, può quindi costituire un utile veicolo per un confronto su questa tematica. A partire anche dall’esperienza del Comune di Seregno dei “Contratti di quartiere”, è auspicabile costituire un tavolo specifico per l’analisi del problema e lo sviluppo di nuove progettualità di housing sociale (dagli interventi di ospitalità temporanea per l’emergenza a quelli più strutturati e di lungo periodo). Tale tavolo dovrà vedere la presenza delle componenti politiche e tecniche delle aree comunali che si occupano di politiche sociali e di politiche urbanistiche, oltre a soggetti del Terzo settore e delle parti sociali in grado di portare proposte e capacità di concretizzazione.




